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Storia del Foreign Exchange Market
Il Foreign Exchange Market è oggi un mercato in cui vengono continuamente scambiate, acquistate e vendute le valute estere, con un’attività di trading operativa ventiquattro ore su ventiquattro, per cinque giorni alla settimana.
All’interno del mercato Forex esistono diverse tipologie di partecipanti, ognuno dei quali ha un pari ruolo nel condizionamento dei prezzi e dei tassi d’interesse.
La compravendita delle valute estere ha, però, subito nel corso dei decenni una lenta ma drastica evoluzione.
In origine il mercato forex muove i primi passi a seguito dell’accordo noto come “Bretton Woods Agreement”. Questo accordo risale al 1944, in un periodo storico delicato per il mondo ma soprattutto per gli Stati Uniti, quando i grandi della Terra decisero di fissare il prezzo del dollaro americano, legandolo al prezzo dell’oro.
Tutte le altre valute furono, più tardi, ancorate al prezzo del dollaro statunitense, fermo a 35 dollari per un’oncia d’oro.
L’accordo di Bretton Woods aveva il compito di arrestare le oscillazioni, considerate negative e preoccupanti, del mercato valutario, di limitare le speculazioni e di garantire una stabilità a livello finanziario.
Il “Bretton Woods Agreement”, stilato a seguito della devastante Seconda Guerra Mondiale, fu accettato anche dai più grandi e potenti Paesi del mondo perché la stabilità di cui necessitavano era in questo modo garantita ed, in aggiunta, l’essere legati con la propria moneta al dollaro statunitense era positivo per l’economia.
Questo, però, fece si che il dollaro statunitense acquistasse una posizione dominante tra le valute e, non a caso, è ancora oggi la valuta estera più tradata sul mercato Forex.